In occasione del debut di Dani Díaz con la prima squadra avvenuto sabato scorso, la sua apparizione sul campo ha sollevato delle riflessioni tra i media, che hanno messo in luce il numero di debuttanti registrati dall’arrivo di Imanol.
Questo è un aspetto positivo, poiché conferma gli investimenti del club nella ricerca e nello sviluppo di nuovi talenti. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che queste cifre devono essere accompagnate da risultati tangibili; abbellire il proprio curriculum con statistiche è certamente valido, ma non è l’unico fattore da considerare.
Se questi giovani calciatori non riescono a affermarsi, non si potrà parlare di successo. È difficile dimenticare le parole di Raynald Denoueix, un esperto del settore giovanile, il quale definiva un buon lavoro di base come la capacità di far emergere due o tre giocatori dalle giovanili verso la prima squadra ogni due o tre anni, e permettere loro di affermarsi a livello professionistico. Non tutti coloro che esordiscono riescono a rimanere, anzi, molti si perdono lungo il cammino. Tuttavia, è attraverso una selezione naturale che emergono i veri talenti. La figura di Imanol Alguacil è quindi cruciale in questo processo di crescita dei giovani calciatori. Originario di Orio, Imanol ha contribuito alla formazione di queste nuove promesse, le conosce approfonditamente e sa cosa aspettarsi da ciascuno, cercando di esaltare le loro capacità.
Imanol è stato coinvolto in una strategia mirata a consolidare l’attività a livello locale in un club che, pur avendo diverse opzioni, trae la sua essenza e vitalità dal calcio giovanile e dalle fondamenta.
Europa è importante, ma non in questo modo
Rumors indicano che la prossima stagione la Real potrebbe ottenere un posto in Europa finendo ottava in campionato! A questo ritmo, partecipare a un torneo europeo diventerà talmente facile che l’interesse per questa opportunità si ridurrà notevolmente. Inoltre, va notato che soltanto le due competizioni principali – Champions e Europa League – possono risultare realmente proficue, e non sempre. Il calcio sembra seguire una chiara tendenza verso la commercializzazione di un prodotto, cercando di sfruttarlo fino all’estremo. Ogni cosa viene valutata in base alla redditività, e ciò che non soddisfa i requisiti viene scartato. I club di maggior prestigio vengono acquistati da enormi fortune americane o asiatiche, spesso lontane dalla cultura europea, con risultati frequentemente discutibili. I grandi gruppi vogliono accumulare il maggior numero di club possibile, seguendo diversi interessi e compromettendo, in questo modo, l’integrità della competizione. Nel frattempo, alcune delle squadre più importanti del continente sono impegnate in una loro lotta interna, a discapito dei campionati nazionali e della loro tanto ambita Lega europea… “la loro”. Europa sì, ma non in questo modo.
Vicini e lontani
È evidente che la Real ha perso un po’ di focus nella Liga, dedicando risorse ad altri aspetti che hanno attirato la sua attenzione recentemente. Questo è costato punti che ora devono essere recuperati. Purtroppo, le prime sei posizioni sembrano già assegnate, rendendo il settimo e forse l’ottavo posto obiettivi ragionevolmente alla portata. Iniziano a circolare voci.
Abbiamo già discusso in passato del rinvio nella decisione riguardante il futuro dell’allenatore. Questa situazione, causata da Abadía, ha creato un ambiente in cui le speculazioni stanno guadagnando un’attenzione eccessiva, e, soprattutto, superflua. La posizione non è ancora stata lasciata libera, e già spuntano pretendenti da ogni dove. Purtroppo, dovremo pazientare ancora almeno un mese prima di ricevere aggiornamenti.