Una ripresa cruciale e tempestiva dei rapporti txuri urdin

La Real Sociedad ha visto svanire in poche settimane due grandi sogni per cui ha investito con grande determinazione in questa stagione: progredire nella Europa League fino alla finale di San Mamés e disputare la finale di Coppa di Sevilla, un desiderio condiviso da tutti nel club, compresi dipendenti, dirigenti e tifosi.

Queste due competizioni erano state messe al primo posto nel loro calendario, segnato da una fitta successione di impegni che a volte ha costretto a delle scelte. Con l’arrivo di aprile, la stagione volge al termine e il fatto che queste speranze siano durate fino a questo punto rappresenta già un segno positivo, ma rimane un affronto duplice, soprattutto per il modo in cui si è arrivati a perdere: ben diverse nelle modalità, ma entrambe estremamente dolorose.

L’eliminazione dall’Europa per mano del Manchester è stata influenzata da una direzione di gara inaccettabile da parte di Bastien, che ha negato qualsiasi possibilità di avanzare, sebbene in quei frangenti si sia intravisto un accenno di reazione da parte della Real nei primi minuti, quando ha pressato e segnato.

Una prestazione competitiva straordinaria

A Madrid, quel primo accenno di reazione si è concretizzato in una partita eccellente, paragonabile alle migliori serate dell’era Imanol e di questo secolo in generale, affrontando una squadra temibile, attuale campione d’Europa, mettendola alla prova e facendole vivere momenti di difficoltà. Questa è stata la migliore prestazione della squadra in molto tempo, proprio quando meno ci si aspettava e quando la fiducia nel gruppo e nel tecnico era ai minimi storici. “Questa è una serata che rimarrà nel cuore, nonostante la sconfitta,” ha dichiarato Imanol al termine della partita.

La squadra della Real ha mostrato delle lacune, in particolare in difesa, con algunos giocatori in condizioni precarie, ma lottando con determinazione ha messo in atto un piano ben progettato e realizzato. Grazie a un rinnovato spirito di pressione alta, la formazione txuri urdin ha ritrovato la propria identità. Questo avvenimento ha coinciso con un riavvicinamento al proprio pubblico, che ha nutrito grandi speranze di arrivare alla finale di Sevilla, vivendo addirittura l’illusione di avere il biglietto in mano per due minuti, dal 80’ all’82’, quando Oyarzabal ha segnato il 1-3, scatenando l’entusiasmo tra i tifosi. Sebbene la sconfitta sia cocente per aver sfiorato la qualificazione, si tratta di una esperienza che può contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e a promuovere progetti futuri. “Non disperatevi, potete realizzare cose straordinarie”, dichiarò Martín Lasarte nel 2010. Il gruppo della Real rimane unito, ha creduto e ha fatto credere, nonostante le varie difficoltà affrontate durante questa stagione.

Che questa esperienza possa riaprire le porte all’Europa.

La Real Sociedad deve preservare l’essenza, l’energia e la passione che la contraddistinguono, soprattutto in questo finale di stagione. Oyarzabal ha fissato un traguardo sui social: “Lavoreremo duramente per raggiungere un’altra finale; è un nostro dovere. Il nuovo obiettivo è partecipare a nove finali per l’Europa”. La squadra mira a recuperare il terreno perduto e conquistare per la sesta volta consecutiva l’accesso alle competizioni europee, fondamentale per il futuro del progetto e il suo sviluppo. In palio c’è molto. Imanol ha anche sottolineato come certe prestazioni possano avere un impatto significativo. Se questo non fosse già sufficiente per motivare i giocatori, verso la fine del mese ci sarà un altro momento decisivo, una sorta di ‘shock’ per la squadra, come lo definisce Olabe. L’oriotarra dovrà decidere se continuare o meno. Se dovesse andare via, si punterà a concludere la sua esperienza nel migliore dei modi; se invece decidesse di rimanere, ci sarebbero nuove prospettive da perseguire insieme. Se questa sarà l’ultima partita di Imanol sulla panchina della Real, il modo in cui si concluderà non potrebbe essere più rappresentativo del suo percorso.

Nel giorno decisivo, la Real ha risposto con vigore, riprendendosi. Ora è fondamentale confermare questo ritorno, affrontando avversari meno rinomati, e chiudere l’anno, e forse un ciclo di successi, in modo positivo.

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