Negli ultimi giorni è riemerso un rumor che periodicamente torna a circolare: l’eventuale acquisizione del Valencia da parte di Cristiano Ronaldo. Il legame tra il famoso calciatore portoghese e il proprietario del club, Peter Lim, ha alimentato queste speculazioni, anche se né Ronaldo né il suo entourage hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Al contrario, Peter Lim ha fatto sapere, prima di nominare suo figlio presidente del club, che il Valencia non è in vendita, rivelandolo tramite una nota pubblicata sulla stampa di Singapore. Nel frattempo, il Valencia si prepara a sfidare il Real Madrid al Bernabéu, concentrandosi sulla lotta per rimanere in Prima Divisione.
Ci si chiede, però, se Cristiano Ronaldo possa realmente essere interessato all’acquisto del club. Non ci sono prove chiare a riguardo. Questi rumors, sorti in ambito giornalistico e amplificati sui social come Twitter e TikTok, suggeriscono che Ronaldo potrebbe ricevere supporto economico dalla famiglia reale saudita, in particolare dal principe Mohamed Bin Salmán, o da un fondo d’investimento della medesima nazionalità. Uno dei requisiti per un eventuale affare sarebbe che il Valencia evitasse la retrocessione. A Valencia, alcuni ultimi sviluppi da parte di Lim, compresi investimenti in giocatori e l’esonero dell’allenatore Rubén Baraja, sono stati interpretati con incredulità, sebbene non si sia mai parlato concretamente della possibilità che Ronaldo possa acquisire il club, anche se è tangibile l’idea che Lim potrebbe essere vicino all’uscita. È difficile immaginare che il famoso calciatore voglia investire in un club con problemi economici e un impianto in condizioni precarie, per il quale occorre ancora un finanziamento significativo per completarne la costruzione. Tuttavia, la prima figura di spicco a commentare questa situazione è stata Julián Redondo nella sua rubrica quindicinale su Mundo Deportivo.
Redondo ha dichiarato che Cristiano potrebbe diventare “il prossimo proprietario del Valencia, a patto che continui a giocare in Prima Divisione”. È il primo giornalista spagnolo a esprimere questa opinione in modo chiaro, presentandola come una notizia piuttosto che come un semplice pettegolezzo.