Il Barcellona ha subito un imprevisto all’ultima partita in casa, nonostante il favore ricevuto dal Valencia nel pomeriggio. Il pareggio 1-1 ha concesso un solo punto di vantaggio sul Real Madrid, ma il risultato ha lasciato un retrogusto amaro, poiché una vittoria avrebbe rappresentato un durissimo colpo per la corsa al titolo.
La squadra blaugrana ha inizialmente preso il comando del match, ma si è trovata di fronte a un Betis molto agguerrito, reduce da sei successi consecutivi e ben preparato per affrontare la partita, con una strategia chiara in mente: disciplina tattica e veloci ripartenze.
Gavi ha sbloccato rapidamente il punteggio, dando l’impressione che il Barcellona si stesse avviando verso una vittoria, ma il Betis aveva messo in atto un piano che ha funzionato alla perfezione. Il difensore Natan ha pareggiato sugli sviluppi di un calcio d’angolo e, da quel momento, il Barça ha mostrato frenesia e ha mancato di lucidità per tradurre il proprio predominio in gol. La distanza dal Real Madrid è aumentata di un punto, ma l’aria che si respirava era quella di una grande occasione sprecata.
Motivati dalla chance di consolidare un vantaggio nella classifica, i giocatori del Barcellona sono entrati in campo con l’intento di continuare la loro serie positiva. Tuttavia, hanno trovato un avversario disciplinato e combattivo, capace di giocare con rapidità e precisione nei momenti di transizione, ben coordinati. I blaugrana hanno iniziato a perdere palloni in maniera eccessiva, non riuscendo a garantire coperture adeguate, e faticando a rompere l’assetto ordinato degli avversari, che hanno cercato di sfruttare queste disattenzioni. Il Betis si è riorganizzato efficacemente e ha colpito in contropiede, anche se ha dovuto spesso affidarsi alla solidità difensiva e alle parate del portiere Adrián, che ha salvato il team nei momenti di maggiore pressione del Barcellona. In un finale decisamente controverso, l’arbitro Gil Manzano ha fatto il possibile per allontanare il pallone dalla porta del Betis, culminando in situazioni surreali come un’incursione tra due giocatori per ostacolare una ripartenza del Barça.
Senza Raphinha nel primo undici, una delle maggiori sorprese, il Barça ha iniziato la partita con un pressing alto e una difesa avanzata, con l’obiettivo di mettere in difficoltà l’avversario. Ferran ha preso il posto del brasiliano e ha condiviso l’attacco con Lewandowski, un evento piuttosto raro. Assente anche Iñigo, che ha subito un infortunio durante l’incontro contro l’Atlético. Queste sono state le assenze più significative, sebbene giocatori come Gavi, che non aveva giocato contro l’Atlético, e Lewandowski, subentrato solo in un secondo momento, fossero teoricamente in buone condizioni. Tra le fila di un Betis ben messo in campo, la mancanza più importante è stata quella di Isco, squalificato.
Il Betis ha iniziato la partita con grande determinazione, sfidando l’andamento positivo del Barcellona. Fin dall’inizio, ha mostrato intenzioni aggressive, con rapidi contropiedi orchestrati da Pablo Fornals e Antony. Anche Ruibal, terzino destro, sfruttava la posizione di Ferran, spesso posizionato come un secondo attaccante, il che creava confusione con Lewandowski e liberava spazi per Balde, esponendo così la difesa dalla sua parte.
Adrián ha compiuto un grande intervento su un potente tiro di Pedri, durante il primo tentativo del Barcellona. Quella parata è stata il preludio a una serie di interventi decisivi. Tuttavia, non ha potuto nulla di fronte a un cross di Gavi, che, posizionato tra le linee, ha trasformato un assist di Ferran in un gol.
Il primo gol è scaturito da un errore di Lo Celso, che ha perso palla a favore di Lamine Yamal. Ferran ha prolungato l’azione con un passaggio preciso al centro, permettendo a Gavi, che si inseriva da dietro, di colpire e segnare con grande classe.
Il Betis, nonostante il gol subito, non si è arreso. Continuava a cercare opportunità di attacco, principalmente grazie a Antony, e in una di queste azioni ha guadagnato un calcio d’angolo che ha portato al pareggio. Lo Celso, desideroso di rimediare all’errore che aveva causato il primo gol, ha calciato e il suo colpo di testa ha superato Araujo, Natan, ammonito poco prima. Il portiere Szczesny è stato colto di sorpresa e non è riuscito a respingere la palla.
La partita si è animata, con entrambe le squadre che hanno mostrato una buona condizione fisica. Ferran ha sfiorato il gol, tirando da posizione favorevole e spedendo il pallone fuori. Adrián ha parato un tiro di Lamine Yamal, frutto di una pressione di Lewandowski sul portiere.
Col passare del tempo, il Betis è riuscito a difendersi più compatto, pur mantenendo un occhio attento per eventuali contropiedi. Il Barcellona, sapendo di avere l’opportunità di sfruttare un possibile passo falso del Madrid, sembrava un po’ teso.
Le cose non andavano bene per il Barcellona: né Lamine Yamal riusciva a penetrare lungo la sua fascia, né c’era creatività in attacco. Un lancio di Pedri per Koundé si è concluso con un tiro del francese che Adrián ha parato, nonostante avesse tutto a favore.
Con l’ingresso di Raphinha, Flick ha cercato di infondere nuova energia in fase offensiva. Un potente tiro di Gavi da un corner stava per entrare in porta, ma un difensore lo ha deviato. Il Barcellona mostrava voglia e determinazione, ma mancava di precisione. Il Betis, dal canto suo, è rimasto in attesa delle sue transizioni, che però non si sono materializzate.
Grazie all’energia di giocatori come Fermín e Raphinha, pur avendo perso Pedri per la fatica, il Barcellona ha intensificato gli attacchi verso la porta del Betis nella fase finale del match. Tuttavia, la squadra catalana faticava a trovare il ritmo giusto per superare la difesa di un Betis avvantaggiato da giorni extra di riposo.
Le occasioni da rete per il Barcellona non sono mancate, ma si sono scontrate con i riflessi di Adrián, che ha negato a Fermín e Lewandowski la gioia del gol, incluso un tentativo a volo del polacco nel tentativo di risolvere un caos in area. Fino alla conclusione, c’è stata fretta e la sensazione di aver sprecato chance importanti per la conquista del titolo. Proprio all’ultimo secondo, Raphinha e Fermín hanno orchestrato un’ultima opportunità.