Montilivi ha assistito ancora una volta a un’altra delusione. Questa situazione si sta facendo insostenibile. Il Girona, che era considerato il favorito contro l’Alavés per il valore dei suoi giocatori e il contesto, ha perso un’occasione cruciale.
Non ci sono più scuse. La squadra sembra essere intrappolata in un ciclo di impotenza e apatia, evocando preoccupanti ricordi del retrocesso del 2019. Le sensazioni sono pessime, il gioco è assente e, cosa ancora più preoccupante, i tifosi hanno detto basta.
La curva inizia a guardare con scetticismo i propri giocatori e non senza motivo, visto che il bottino è appena sei punti su 33 in questa seconda parte di stagione, con solo una vittoria e tre pareggi. Il gol di Carlos Vicente ha segnato la conclusione di una giornata fredda, non solo per il clima. Ha messo in evidenza la mancanza di carattere di una squadra priva di energia e di risposte. Nemmeno l’arrivo di un avversario in difficoltà è riuscito a evitare un nuovo naufragio da parte del Girona. Ora sono undici le gare senza successi, e il dato più allarmante è che nessuno riesce a indicare quando potrebbe arrivare la prossima vittoria. Le prossime sfide saranno contro il Pamplona e il Betis in casa. Da parte della dirigenza, un’immagine è stata emblematica: Quique Cárcel, insieme al suo staff, che prende appunti. Questo gesto parla chiaro. Il margine di errore è esaurito. C’è un evidente movimento, qualcosa potrebbe cambiare. In campo, i giocatori hanno concluso la partita con la testa bassa, sconfitti. E fuori dal rettangolo di gioco, un silenzio assordante. Il club ha deciso di non far parlare nessun calciatore nella zona mista, un silenzio che comunica più di qualsiasi dichiarazione. È finito il tempo di riflessione. L’atmosfera è densa, carica di incertezze. Questo Girona non può più aspirare a migliorare la sua posizione. Inizia a sentire la pressione di chi lo insegue e a percepire che la realtà è diventata insostenibile.
Sognare l’Europa è stato affascinante finché è durato, ma adesso l’obiettivo principale diventa solo quello di resistere. Montilivi ha bisogno di un cambio di direzione immediato, poiché la retrocessione non è più un incubo distante. È di nuovo presente, in agguato. E una cosa è certa: non c’è spazio per un’altra delusione. Assolutamente nessuna.