Calano gli eventi sportivi a rischio frode nel 2024

Il rapporto annuale di Sportradar rivela un calo significativo degli eventi sospetti.

Un’analisi globale delle frodi sportive

Nel 2024, il panorama degli eventi sportivi a rischio frode ha mostrato un segno positivo, con una diminuzione del 17% rispetto all’anno precedente. Questo dato emerge dal rapporto annuale di Sportradar Integrity Services, intitolato “Integrity in Action 2024 Global Analysis & Trends”, pubblicato recentemente.

L’analisi ha monitorato oltre 850.000 partite in 70 sport a livello mondiale, identificando 1.108 match sospetti in 12 discipline sportive.

Focus sull’Europa e sul calcio

Geograficamente, l’Europa continua a essere l’area più colpita da problematiche di integrità sportiva, nonostante un calo significativo del 34% delle partite sospette, con 439 casi nel 2024.

Il calcio si conferma lo sport maggiormente interessato, con 721 partite sospette rispetto alle 881 dell’anno precedente, segnando una diminuzione del 18%. In Brasile, dove il fenomeno del match-fixing è particolarmente diffuso, si è registrata una riduzione del 48% dei casi, passando da 1.000 a 500.

Altri sport e disparità di genere

Oltre al calcio, gli sport più a rischio includono il basket con 187 casi, il tennis con 69, il tennis da tavolo con 41 e gli esports con 32 eventi sospetti. È interessante notare che la disparità di genere persiste, con 1.057 eventi maschili sospetti contro solo 51 femminili. Questo solleva interrogativi sulla necessità di una maggiore attenzione e protezione per le competizioni femminili.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Per identificare i tentativi di frode, Sportradar utilizza un sofisticato sistema di intelligenza artificiale che analizza flussi di scommesse anomali su risultati considerati poco probabili. Un team di esperti valuta i dati e decide se è necessario approfondire ulteriormente le indagini. Andreas Krannich, Vicepresidente esecutivo di Sportradar, ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio costante, affermando che la riduzione dei casi nel 2024 è un segnale positivo, ma non deve farci abbassare la guardia.

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